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Montanara: la pizza fritta napoletana

Dan Špaňhel Italia Aggiornato Nessun commento

Lo spot più famoso gliel'ha girato Vittorio De Sica. Nel film L'oro di Napoli del 1954 Sofia Loren sta dietro il bancone di un locale napoletano e serve cibo caldo a credito: mangi oggi, paghi fra otto giorni, in napoletano a ogge a otto. La vendita a rate qui l'hanno inventata molto prima che le app di pagamento la chiamassero "compra ora, paga dopo".

La montanara è la pizza fritta della cucina italiana, più precisamente napoletana: un panetto di pasta lievitata prima si frigge nell'olio bollente e solo dopo viene condito con pomodoro, formaggio e una foglia di basilico. Nel forno non entra mai; tutto quello che conta succede nell'olio.

Montanara: tre farciture della pizza fritta insieme su una teglia.
Montanara: tre farciture della pizza fritta insieme su una teglia.

Perché si chiama come i montanari e con che cosa non confonderla

Il nome parla di montagna, e per un piatto di una città portuale suona strano. Si racconta che a battezzare la focaccia siano stati i montanari, quelli che dalle colline campane scendevano a Napoli a lavorare e a pranzo si portavano pane, pomodoro, formaggio e basilico; lo stesso trio oggi finisce sulla pasta fritta. Nessun archivio data questa storia - i siti italiani la raccontano tutti al condizionale. Di certo c'è solo che il mare ha dato a Napoli la pizza e le montagne il nome a quella fritta.

Più utile dell'etimologia è però sapere che cosa si ordina davvero. In una pizzeria napoletana la montanara e la pizza fritta sono due voci diverse: la pizza fritta è un fagotto chiuso ripieno di ricotta e ciccioli, la montanara una focaccia aperta che si guarnisce solo dopo la frittura. I pezzi più piccoli si chiamano montanarine; altrove la stessa focaccia la chiamano pizzelle fritte. Con le omonime del Sud Italia la lega di nuovo solo una parola del nome: la pizza secca catanese è una focaccia fredda, sottile e croccante, la pizza rustica una torta salata ripiena del panificio e lo sfincione siciliano una focaccia alta e soffice. Tutte e tre sono passate per il forno; solo la montanara ha incontrato la friggitrice.

Montanara: la versione con mortadella, stracciatella e granella di pistacchio.
Montanara: la versione con mortadella, stracciatella e granella di pistacchio.

La bufala del 1600 e la pizza a credito

Mezzo web italiano ricopia la frase secondo cui la montanara sarebbe stata descritta per la prima volta nel 1600 da un certo Antonio Valeriani. C'è un solo problema: QUEL SIGNORE NON L'HA MAI TROVATO NESSUNO. Non lo conosce l'enciclopedia Treccani, non lo conosce Wikipedia in italiano e non lo citano nemmeno i cronisti della gastronomia napoletana - la frase passa da un sito all'altro, data compresa. La storia documentata è più sobria: la pasta fritta abita i vicoli di Napoli da secoli ed è esplosa dopo la seconda guerra mondiale, quando in città mancavano i forni, gli ingredienti e i soldi. Le donne allora friggevano davanti alla porta di casa e segnavano sul quaderno i debiti da saldare a otto giorni - proprio questa Napoli l'ha poi girata De Sica. La scena del film ha fatto per la pizza fritta più di tutti i ricettari messi insieme.

Montanara: la versione con il pesto di pomodori e l'acciuga.
Montanara: la versione con il pesto di pomodorini gialli e l'acciuga.

Stesso impasto, destino diverso

L'impasto non si distingue da quello della pizza classica: farina, acqua, lievito, sale. A separarli è la strada - al posto del forno la focaccia finisce nell'olio portato a 190 °C, dove si gonfia, fuori diventa croccante e dentro resta soffice. Tutto il trucco sta nell'ordine: il pomodoro, il formaggio e il basilico arrivano sulla pasta già cotta, così non si cuociono, si scaldano soltanto, e hanno un sapore più fresco che sulla pizza al forno. A un ceco il paragone viene subito in mente: alla lontana ricorda il langos, la focaccia fritta ungherese - stessa pasta lievitata, stesso olio, sopra un'altra cosa. Si mangia calda, subito, al banco o camminando per strada; oggi le pizzerie la propongono volentieri anche come piccolo antipasto che tiene compagnia ai commensali in attesa della pizza grande.

Montanara: la versione con provolone, zucchine e salsa bianca.
Montanara: la versione con provolone, zucchine e salsa bianca.

Tre montanare a Matera

Alla montanara ci sono arrivato lontano da Napoli - a Matera, dove la pizzeria 400 Gradi la propone in versione gourmet. Ne ho ordinate subito tre piccole: con mortadella, stracciatella, crema al pistacchio e granella di pistacchi, con pesto di pomodorini gialli datterino e acciuga, e con provolone piccante, una fetta di zucchina fritta e una salsa di caciocavallo locale. L'impasto scrocchiava fuori e dentro restava soffice; l'acciuga sul pesto dolce di pomodorini gialli era, delle tre, la combinazione più riuscita. Ogni montanarina è costata dai 3 ai 3,50 EUR. A Napoli la pizza fritta un tempo si vendeva a credito; per queste tre ci metterei la firma senza battere ciglio.

Dan Špaňhel

Dan Špaňhel

Sono Dan. Scrivo solo di quello che ho assaggiato di persona - dalla bancarella di strada alla stella Michelin. Per il buon cibo ho girato mezzo mondo e ho provato di tutto - possibile e impossibile.

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