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Cosa mangiare a Matera

Dan Špaňhel Aggiornato Nessun commento

Matera è una città scavata nella roccia, in Basilicata, nel sud dell'Italia, famosa per i rioni di case grotta dei Sassi, patrimonio mondiale dell'UNESCO. Per me è il posto più bello di tutta l'Italia. Vacci fuori stagione - i vicoli vuoti della città di pietra sono magnifici di giorno, e di notte ancora di più. E qui si mangia bene almeno quanto si passeggia: la sera concediti un menu degustazione stellato, la mattina un panzerotto del panificio per pochi spiccioli.

Pane di Matera: una pagnotta dalla crosta ondulata e dalla cupola alta, che a Matera mi hanno regalato.
Pane di Matera: una pagnotta dalla crosta ondulata e dalla cupola alta, che a Matera mi hanno regalato.

Le radici storiche della cucina materana

La cucina materana è nata dalla povertà: è cucina povera in senso letterale. Nelle case grotta dei Sassi si viveva di poco e si mangiava quello che dava l'altopiano della Murgia tutt'intorno: grano duro, legumi, verdure, carne di pecora e formaggi. Non si buttava via niente: con il pane raffermo di una settimana si faceva la cialledda e la pecora vecchia, che non dava più latte, si stufava tutta la notte in una pentola di terracotta.

Il cuore del rione erano i forni comuni. Le famiglie impastavano in casa e portavano il pane a cuocere dal fornaio, che teneva la lista dei turni; perché le pagnotte non si confondessero, ogni famiglia imprimeva sull'impasto un timbro di legno con le iniziali del capofamiglia. L'usanza è durata fino alla metà del Novecento e oggi i timbri sono appesi nei musei. E finito il pane, nella brace ancora calda si seppelliva la pignata con il montone, perché cuocesse piano fino al mattino. A Matera buona parte di tutto questo è ancora viva: basta entrare in un panificio qualsiasi.

Focaccia barese di un panificio di Matera: impasto soffice con pomodori e olive.
Focaccia barese di un panificio di Matera: impasto soffice con pomodori e olive.

Cosa assaggiare a Matera

  • Pane di Matera. Pane a lievito madre di semola rimacinata, con una crosta spessa almeno tre millimetri, che si conserva per una settimana. Dal 2008 ha l'IGP ed è l'unico pane italiano protetto che porti il nome di una città; il primato se lo contende con il vicino pane di Altamura, in un derby del pane senza fine.
  • Panzerotti. I fagottini fritti di pasta lievitata, ripieni di pomodoro e mozzarella, arrivano da Bari, in Puglia, ma i panifici di Matera se li sono fatti a modo loro: qui il panzerotto piccolo, prima di finire nell'olio, si passa nell'uovo e nel pangrattato come una cotoletta. A Bari nella ricetta non c'è, a Matera senza quella panatura il panzerotto non sarebbe di Matera.
  • Crapiata. Una zuppa densa di legumi e cereali, memoria della fine della mietitura, quando ogni famiglia portava al paiolo comune una manciata di quello che aveva. La si prepara a Matera stessa: ogni anno, il 1° agosto, il rione La Martella la distribuisce su lunghe tavolate ad abitanti e turisti.
  • Cialledda. La "colazione del mietitore", fatta con il pane duro di Matera: d'estate fredda, con pomodori, cipolla e basilico, d'inverno calda, bagnata nel brodo di verdure. È nata nei Sassi, dove il pane si cuoceva in una volta sola per più giorni e il pane raffermo non si poteva buttare.
  • Orecchiette alla materana. La forma Matera l'ha presa in prestito dai vicini pugliesi, ma la ricetta è sua: pasta al forno con pomodoro, carne di agnello, mozzarella e pecorino.
  • Pignata. Montone stufato per ore in una pentola di terracotta, sigillata all'imboccatura con un disco di pasta. Un piatto di Carnevale che viene dai Sassi, chiamato qui anche pecora alla materana: per tradizione la pignata si seppelliva nella brace del forno del pane, appena finita la cottura delle pagnotte.
  • Calzone di verdura. Un fagottino ripieno di verdure, legumi e peperoncino, che nel dialetto materano si chiama cuazòn. Piatto di magro, che si è guadagnato un posto anche nel vocabolario dialettale materano.
  • Rafanata. Una frittata densa cotta al forno, con uova, patate, pecorino e rafano crudo grattugiato, quello che qui chiamano "il tartufo dei poveri". Arriva da Aliano, in provincia di Matera, e si prepara soprattutto a Carnevale.
  • Peperoni cruschi. Peperoni essiccati di Senise, con la loro IGP, passati un attimo nell'olio caldo finché non scrocchiano. Una specialità di tutta la Basilicata: a Matera li trovi sulla pasta, sul baccalà e da soli, in un sacchetto. Scrocchiano come le chips e io me li sono portati a casa come souvenir.
  • Strazzate. Biscotti alle mandorle con pezzetti di cioccolato. Il nome viene dal dialettale "strazzet", strappare, per via dei pezzi di impasto staccati a mano. Erano un dolce di Natale, oggi nei panifici di Matera li compri tutto l'anno.
  • Vino DOC Matera. La città ha dato il nome a una denominazione tutta sua, nata nel 2005. Tra i rossi domina il Primitivo e le bottiglie non di rado riposano in cantine scavate nel tufo, proprio sotto i Sassi.
  • … e, se ti va, altre decine di piatti italiani nella lista: Cosa assaggiare in Italia.
Peperoni cruschi: peperoni essiccati croccanti come le chips, il mio souvenir commestibile da Matera.
Peperoni cruschi: peperoni essiccati croccanti come le chips, il mio souvenir commestibile da Matera.

Dove mangiare a Matera

  • Panificio Fratelli De Palo. Il mio panificio preferito a Matera, a due passi dal centro: panzerotti piccoli impanati, tranci di pizza e focaccia. Ci passo ogni volta che mi trovo da quelle parti e una volta, insieme alla spesa, mi hanno regalato un intero pane di Matera.
  • Pane e Tradizione De Palo. Il secondo panificio della stessa famiglia: panzerotto grande senza panatura, con formaggio, mozzarella e prosciutto, la versione più sostanziosa per quando hai davvero fame.
  • Panificio Perrone (Il Forno di Gennaro). Un panificio di famiglia del 1890, fuori dai Sassi, in via Nazionale: pane di Matera, focacce farcite e pizza in teglia, quasi tutto a peso, così puoi prendere un pezzo da più teglie. Dentro ci si può sedere e ti scaldano quello che hai preso. Ai turisti non sono abituati e proprio per questo sono ancora più gentili.
  • Panificio di Matera. Un altro dei panifici di Matera che ho provato girando per la città.
  • Bar Pasticceria Schiuma. Una pasticceria di famiglia a due passi dal corso principale, dal 1946 e ormai alla quarta generazione: zeppole e mascarpone montato.
  • Pizzeria 400 Gradi. Una piccola pizzeria di famiglia con la pizza napoletana cotta nel forno a legna: centro sottile, cornicione gonfio, prenotazione obbligatoria.
  • Vitantonio Lombardo Ristorante (⭐). Un menu degustazione che mi ha semplicemente tolto il fiato: una serata che non dimentico.
  • Dimora Ulmo. Il secondo ristorante con menu degustazione che ho provato a Matera: il menu da sette portate era così buono che lo rifarei volentieri.
  • Ego Ristorante. Il terzo locale con menu degustazione che ho provato a Matera: una cena lunga, fatta di tante piccole portate.
Pizza della pizzeria 400 Gradi di Matera: salsiccia, porcini e mozzarella su un impasto ben cotto.
Pizza della pizzeria 400 Gradi di Matera: salsiccia, porcini e mozzarella su un impasto ben cotto.

Buon appetito a Matera!

Dan Špaňhel

Dan Špaňhel

Sono Dan. Scrivo solo di quello che ho assaggiato di persona - dalla bancarella di strada alla stella Michelin. Per il buon cibo ho girato mezzo mondo e ho provato di tutto - possibile e impossibile.

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Panificio Perrone: il forno di famiglia a Matera dal 1890

Il Panificio Perrone, a Matera conosciuto come Il Forno di Gennaro, sforna dal 1890: ha cominciato nei Sassi come alternativa privata al forno comune e oggi è uno dei quattro panifici storici del consorzio del pane di Matera IGP. Accanto al pane vende a peso focacce condite, pizza in teglia e dolci da forno, e chi vuole può sedersi dentro e farsi scaldare quello che ha comprato.

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Pizzeria 400 Gradi: la pizza napoletana a Matera

La Pizzeria 400 Gradi ha portato la pizza napoletana a Matera, una città che di solito giura sul pane. Un piccolo locale a conduzione familiare con il forno a vista, un impasto che matura per due giorni e il cornicione punteggiato di leopardatura: le recensioni locali la mettono tra le migliori pizzerie della città. E io ci ho festeggiato per sbaglio la festa americana della pizza.

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Pane di Matera: il pane di semola della Basilicata

Il pane di Matera è un pane a lievito madre di semola rimacinata di grano duro, cotto a Matera e dintorni, in Basilicata. La grossa pagnotta bitorzoluta con la crosta spessa almeno tre millimetri e la mollica gialla e alveolata resta fresca per una settimana intera e dal 2008 porta il marchio IGP. I tre tagli sulla parte alta della pagnotta hanno un significato più antico di quanto si legga nelle guide.

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A Matera in panificio si pranza sul serio: pizza al taglio, panzerotti fritti e impanati, arancini. Fratelli De Palo è per giunta uno dei quattro panifici storici riuniti nel consorzio che tutela il pane di Matera IGP. Si trova lontano dai Sassi, ma è quasi di strada per chi arriva in autobus da Bari.