Cachorrinho: l'hot dog portoghese
La Cervejaria Gazela, birreria sulla collina sopra il centro di Porto, sfoggia uno slogan: il suo cachorro è più vecchio della migliore francesinha. Suona sfrontato - in città la francesinha si prepara dal 1952, un buon decennio prima che Gazela esistesse. Nello slogan però non c'è scritto "la prima", bensì "la migliore", e una frase formulata così il locale la difenderebbe anche in tribunale.
Il cachorrinho è un piccolo panino della cucina portoghese: una pagnotta croccante con salsiccia fresca e formaggio fuso, pressata sulla piastra, irrorata di salsa piccante al burro e tagliata a bocconcini da mandare giù con la birra.

Che cosa significa cachorrinho e dove trovarlo
La parola cachorrinho è il diminutivo di cachorro, cane: chi la dà in pasto a un traduttore scopre di aver ordinato un cucciolo insieme alla birra. Per l'hot dog il portoghese ha una parola tutta sua, cachorro-quente, letteralmente cane caldo, ed è proprio qui che nasce l'equivoco: il cachorrinho si chiama come un piccolo hot dog, ma con l'hot dog non condivide quasi nulla - niente pane morbido, niente würstel bollito, niente senape. Quando un sito brasiliano ha presentato il panino di Porto ai suoi lettori, ha sentito il bisogno di precisare che con il loro cachorro-quente non ha proprio nulla a che vedere.
Per un piatto così giovane la geografia è insolitamente limpida: il cachorrinho è una faccenda tutta portuense - a Lisbona è arrivato solo di recente e lì i locali lo vendono apertamente come importazione "alla maniera di Porto", mentre nel resto del Portogallo lo cerchi invano. Nella sua città natale ha però fratelli più celebri: la bifana, fettine di maiale ripescate da un sugo piccante e infilate in un panino, e la francesinha, un piatto a strati per cui servono posate, patatine fritte e un pomeriggio libero. Rispetto a loro il cachorrinho è uno spuntino da birra - e non pretende di essere altro.

Chi ha inventato il cachorrinho e chi l'ha reso famoso
Gazela ha aperto nel 1962 a due passi dal teatro cittadino e il cachorrinho esce dalla sua piastra fin dai primi giorni; nessuno ha mai messo per iscritto quando esattamente sia stato pressato il primo, così la storia del piatto si confonde con quella del locale. Il capitolo migliore, però, non l'ha scritto la cucina. Ci ha pensato un cliente: si dice che il taglio a bocconcini sia nato dalla richiesta di un avventore che voleva mangiare più lentamente - e quello che era un favore a un solo cliente lento è oggi il segno distintivo di tutto il genere. La fama mondiale è arrivata poi con Anthony Bourdain, che qui si è presentato nel 2017 con le telecamere di Parts Unknown. Oggi Gazela si fregia della dicitura "O Original Cachorrinho", l'originale; e finora nessun altro locale ha avuto da ridire.
Due salsicce in un solo panino
Dentro non c'è un würstel, ma ci sono due salsicce fresche diverse, una accanto all'altra - salsicha fresca e linguiça - coperte da una fetta di queijo flamengo, la risposta portoghese al gouda. Al resto pensano la pagnotta papo seco, la piastra che la schiaccia fino a renderla croccante e la salsa piccante al burro - la ricetta esatta Gazela la tiene per sé e a prepararla, si dice, sono autorizzate solo due persone del locale. Il nostro würstel nel panino da bancarella punta sulla senape e sulla rapidità; il cachorrinho è una consolazione altrettanto semplice, solo che è costruita sul burro, sul formaggio e sul fatto che al bancone ci si ferma un momento.
Si mangia in piedi o seduti su uno sgabello al bancone, con lo stuzzicadenti o con le mani, un boccone dopo l'altro, e accompagnato da una birra piccola - Gazela in fondo è una cervejaria, una birreria. Il cachorrinho dà il meglio come spuntino di tarda serata: la gente del posto si ferma qui dopo il teatro, dopo il cinema o tornando dai bar, e nessuno finge che sia una cena. E se non trovi uno sgabello libero, centotrenta metri più avanti c'è la seconda Gazela - è nata quando un solo bancone non è più bastato a smaltire la fila.

Sulle tracce di Bourdain, da Gazela
Da Gazela (vedi Dove mangiare a Porto) non mi ha portato la fame, ma proprio Anthony Bourdain: volevo percorrere un pezzo del suo itinerario a Porto e ho cominciato da dove aveva girato - il locale ricorda ancora la sua visita con un piccolo altarino. Mi hanno fatto sedere al bancone di marmo, circondato da clienti tutti del posto, che bevevano birra alternandola a bocconi di cachorrinho, e da lì avevo un posto in prima fila per l'intero spettacolo; il numero più veloce, il taglio del panino appena pronto, dura pochi secondi - chi si distrae a guardare la birra se lo perde. La pagnotta scrocchiava, il formaggio filava a ogni boccone e la salsa pizzicava con un attimo di ritardo - quanto basta per chiedere un'altra birra. La porzione costava 4 EUR, un Super Bock piccolo nel bicchiere ghiacciato 2 EUR. Poi non restava che scendere da Gazela lungo la collina fino al Douro, per scalinate lastricate tra i tetti fino al ponte Luís I. Quel panorama Porto non te lo mette in conto.
