Dodici chicchi d'uva della fortuna: la tradizione spagnola di Capodanno
Ogni volta che in viaggio scopro un'usanza o una tradizione nuova, mi fa enormemente piacere. E il piacere è ancora più grande quando posso prenderci parte in prima persona.
Las doce uvas de la suerte: i dodici chicchi d'uva della fortuna
Un'usanza curiosa del Capodanno spagnolo è mangiare dodici chicchi d'uva negli ultimi dodici secondi dell'anno. A ogni rintocco della campana se ne mangia uno. Secondo questa tradizione ogni chicco rappresenta un desiderio per uno dei mesi dell'anno che arriva ed è insieme un congedo dall'anno che finisce. È un bel gesto simbolico che in un solo istante unisce tutta la Spagna.
L'uva è un frutto legato all'abbondanza e alla fortuna. Nei negozi spagnoli, prima di San Silvestro, trovi persino confezioni speciali d'uva con esattamente dodici chicchi. Tenere il ritmo, però, non è così semplice. Hai solo 12 secondi per mangiare tutti e 12 i chicchi al ritmo dei rintocchi. Non è un'impresa facile, tanto più che arriva dopo una serata a base di cibo spagnolo e di brindisi, spesso con il miglior cava spagnolo.

La storia dei dodici chicchi d'uva in Spagna
Questa tradizione risale al XIX secolo. Nel 1895 i viticoltori spagnoli ebbero un raccolto d'uva sovrabbondante e cercavano il modo migliore per utilizzarla. L'idea di mangiare l'uva alla mezzanotte di San Silvestro attecchì in fretta e diventò parte integrante dei festeggiamenti in tutto il Paese. L'uva si mangia soprattutto in casa, in famiglia, oppure in pubblico, nelle grandi piazze.
Io questa bella tradizione l'ho vissuta a Malaga. Le terrazze sui tetti erano piene di gente che festeggiava insieme. Poco prima di mezzanotte quasi tutti aspettavano con impazienza i rintocchi e si preparavano i piattini con l'uva. Negli ultimi secondi dell'anno vecchio è poi calato il silenzio: mangiando i chicchi, ognuno pensava soltanto ai propri desideri e ripensava in silenzio all'anno appena passato.
E allora, salute e fortuna per l'anno che arriva!