Prodotti da forno | pagina 3 di 4
Matnakash: il pane armeno lievitato con i solchi delle dita
Il matnakash è il pane armeno lievitato con cinque o sei solchi che il fornaio traccia con le dita nell'impasto crudo - da lì viene anche il nome, "tirato con le dita". Accanto al lavash è il fratello più giovane e più spesso: si cuoce su larga scala solo dagli anni Trenta, in Russia si vende sotto un nome che non è il suo e dura appena qualche giorno. La pagnotta comprata al supermercato di Yerevan si porta a casa in mano e si mangia lo stesso giorno.
Schoggiweggli: il panino dolce al cioccolato di Basilea
Un panino di pasta lievitata al burro, farcito di grossi pezzi di cioccolato e inciso in superficie prima della cottura, così che dalla vetrina si veda già che cosa nasconde. L'avrebbe inventato nel 1975 il pasticciere basilese Anton Bachmann - anche se a sostenerlo è solo la sua azienda. Che cosa significa il nome, perché in Germania lo confondono con un altro dolce e quanto costa a Basilea.
Bretzel: il pane alla liscivia
Il bretzel è un pane alla liscivia nato nella Germania meridionale e diventato di casa in tutto il mondo di lingua tedesca: Austria, Alsazia e Svizzera comprese. Il nome viene dal latino bracchium, cioè braccio. Attorno al bretzel circolano più leggende che documenti. Per prepararlo si usa una soluzione debole di liscivia.
I prodotti da forno svizzeri
Il Silserkranz non si taglia: dalla corona di panini alla liscivia ognuno stacca il suo. E il nome non deriva dal villaggio di montagna, come spesso si legge, ma dal bagno alcalino che condivide con il bretzel. Alla corona aggiungo altri due pezzi della vetrina di una panetteria svizzera: il panino al burro Butterweggli e quello di patate Kartoffelbrötchen - con prezzi e sapori.
Panificio Fiore: il celebre panificio di Bari con il forno del 1912
Il Panificio Fiore è un panificio di famiglia a Bari Vecchia, a pochi passi dalla basilica di San Nicola. La terza generazione della famiglia Fiore ci sforna la focaccia barese in un forno a legna del 1912, che praticamente non si spegne mai. Nel 2019 una giuria ha proclamato questa focaccia la migliore d'Italia.
Panificio Perrone: il forno di famiglia a Matera dal 1890
Il Panificio Perrone, a Matera conosciuto come Il Forno di Gennaro, sforna dal 1890: ha cominciato nei Sassi come alternativa privata al forno comune e oggi è uno dei quattro panifici storici del consorzio del pane di Matera IGP. Accanto al pane vende a peso focacce condite, pizza in teglia e dolci da forno, e chi vuole può sedersi dentro e farsi scaldare quello che ha comprato.
Pane di Matera: il pane di semola della Basilicata
Il pane di Matera è un pane a lievito madre di semola rimacinata di grano duro, cotto a Matera e dintorni, in Basilicata. La grossa pagnotta bitorzoluta con la crosta spessa almeno tre millimetri e la mollica gialla e alveolata resta fresca per una settimana intera e dal 2008 porta il marchio IGP. I tre tagli sulla parte alta della pagnotta hanno un significato più antico di quanto si legga nelle guide.
Panificio Fratelli De Palo: panzerotti e pizza a Matera
A Matera in panificio si pranza sul serio: pizza al taglio, panzerotti fritti e impanati, arancini. Fratelli De Palo è per giunta uno dei quattro panifici storici riuniti nel consorzio che tutela il pane di Matera IGP. Si trova lontano dai Sassi, ma è quasi di strada per chi arriva in autobus da Bari.
Pane di Altamura: il pane con il timbro DOP
La recensione più antica del pane di Altamura è di Orazio, ma il nome della città non compare: nel verso latino non ci stava. Il pane di Altamura, pagnotta a lievito madre di semola rimacinata, nel 2003 è stato il primo pane in Europa a ottenere la denominazione d'origine protetta DOP. In più i timbri con le iniziali delle famiglie, l'insalata di pane raffermo e una spesa al panificio Di Gesù andata a buon fine senza una parola.
Panetteria Geula: dolci a peso a Mea Shearim
La panetteria Geula si trova a Mea Shearim, il quartiere ultraortodosso di Gerusalemme: dal centro moderno sono pochi minuti a piedi, eppure si finisce in un altro secolo. I fagottini dolci ripieni di formaggio fresco o di cioccolato si vendono a peso e si paga solo in contanti. Chi vuole assaggiare deve accettare anche le regole di un quartiere che si tiene volutamente a distanza dal resto della città.