Idee per mangiare in giro per il mondo | pagina 25 di 66
I datteri tunisini
La palma da dattero, simbolo di vita e abbondanza, in Tunisia si coltiva fin dai tempi di Cartagine. I datteri sono profondamente radicati nella storia, nella cultura e nell'economia del Paese. La varietà locale più famosa è la Deglet Nour, nota per il sapore delicato e la qualità.
Il vino tunisino
La Tunisia ha una lunga tradizione vinicola che risale all'antica Roma. La colonizzazione francese dell'Ottocento portò nel Paese tecnologie enologiche moderne e rilanciò l'esportazione di vino verso l'Europa. Oggi la Tunisia produce rossi e bianchi interessanti da vitigni locali e internazionali, nonostante le restrizioni legate all'islam.
La birra tunisina
In Tunisia il consumo di alcol è limitato, eppure la birra si produce ufficialmente. La trovi nei reparti dedicati dei supermercati più grandi o nei locali al chiuso delle grandi città. I marchi di birra tunisina più noti sono Celtia, Stella e Golden Brau.
L'olio d'oliva tunisino
La Tunisia, quarto produttore mondiale di olio d'oliva, ha una tradizione millenaria nella coltivazione degli olivi e nella produzione di questo oro liquido. L'olio d'oliva è una componente irrinunciabile della cucina tunisina e rappresenta una fetta importante delle esportazioni del Paese. Si coltivano soprattutto le varietà chemlali e chetoui, da cui nascono in prevalenza oli extravergini della migliore qualità.
Marché Central de Tunis: il mercato centrale di Tunisi
Il mercato centrale di Tunisi, costruito nel 1891 durante il protettorato francese, unisce elementi di stile arabo e art déco. Oggi è diviso in tre parti: il mercato del pesce con il pescato fresco dei pescatori tunisini, la sala centrale con carne, olive, formaggi e specialità tradizionali come l'harissa, e la sezione di frutta e verdura, dove non mancano i prodotti di stagione come i datteri o le melagrane. In primavera qui profumano i fiori di arancio amaro e di geranio. Per me l'esperienza gastronomica più bella è stata quella di farmi cucinare sul posto il pesce appena comprato.
Marché de Kairouan: i mercati di Kairouan
Kairouan, città storica fondata nel 670, è uno dei gioielli della Tunisia e patrimonio mondiale dell'UNESCO. I mercati locali, grezzi e assolutamente autentici, catapultano il visitatore nella vita quotidiana degli abitanti, forse come si viveva centinaia di anni fa. I vicoli sono pieni di ingredienti freschi - frutta, verdura, carne, pesce, datteri e spezie, che stanno alla base della cucina tunisina.
Tandyr nan: il pane tradizionale dell'Asia centrale
Il tandyr nan è un pane tradizionale con una storia millenaria, originario dell'Asia centrale e delle regioni vicine. Si cuoce in un particolare forno di argilla chiamato tandyr. In Kirghizistan il tandyr nan è un alimento base e un simbolo di ospitalità. Si prepara ogni giorno, si decora con motivi ornamentali e accompagna ogni pasto. Non si taglia mai con il coltello, ma si spezza sempre con le mani. E non si appoggia mai per terra: un segno del profondo rispetto che la gente del posto nutre per questo pane.
Plov: il piatto di riso tipico dell'Asia centrale
Il plov è un celebre piatto centroasiatico a base di riso, carne e carote, preparato in una pentola tipica chiamata kazan. Originario della Persia, in Asia centrale è diventato un simbolo di ospitalità. Prepararlo è un'arte che richiede esperienza.
Shashlik: carne alla griglia sullo spiedo
Lo shashlik, piatto tradizionale di carne alla griglia, affonda le sue radici tra i popoli nomadi della Persia, del Caucaso e dell'Asia centrale. La sua storia risale a secoli fa ed è legata alla vita dei pastori. In Kirghizistan lo shashlik è diventato parte integrante della cucina locale. Si prepara con agnello o montone marinato in cipolla e spezie, poi infilzato sullo spiedo e grigliato sulla brace ardente.
Il naryn: il piatto kirghiso delle feste
Il naryn, piatto tradizionale e amato in tutta l'Asia centrale, in Kirghizistan è anche un simbolo di ospitalità e di valori familiari. Si prepara con carne di cavallo bollita e tagliata a striscioline sottili, servita con noodles freddi e brodo caldo. Il naryn si cucina spesso nelle occasioni di festa, come gesto di rispetto verso gli ospiti. È considerato una specialità kirghisa, anche se viene preparato pure in altri Paesi centroasiatici.